La storia:

L’ipotesi più accreditata vede l’origine del Labrador nell’isola di Terranova, selezionato dall’incrocio dei Terranova, scelti per la mole e la robustezza oltre che per essere ottimi nuotatori, e dei cani da caccia simili al pointer, con lo scopo di avere un cane più agile e con un fiuto migliore. All’epoca veniva chiamato cane di St. John,  utilizzato sia per la caccia sia dai pescatori per il recupero delle cime o delle reti. Si ritiene che la razza sia stata importata in Inghilterra verso la metà dell’Ottocento per mezzo dei pescherecci che all’epoca facevano la spola tra il Canada ed i porti Scozzesi, appunto dalla penisola di Labrador deriva l’attuale nome di tale razza.

La leggenda narra anche che il Labrador si nato dall’incrocio tra un cane e una lontra, vista la similitudine della forma della coda, del pelo e l’abilità nel nuoto.

Certo è che furono gli Inglesi a perfezionarne la selezione, che dal 1830 contemplava solo esemplari di colore nero mentre i primi di colore giallo comparvero quasi dopo settant' anni, anche se il primo standard di razza era già stato redatto nel 1887, il Kennel Club riconobbe ufficialmente la razza solo nel 1904 e l’associazione di razza fu fondata nel 1916. Nel 1917 la razza fu riconosciuta ufficialmente negli Stati Uniti e nel 1925 fu fondata l’associazione per i Labrador gialli.  L’attuale standard riconosciuto dalla FCI è stato redatto nel 1988.


 

 Standard di razza:

Aspetto generale: costituzione solida e compatta, cane molto attivo dal cranio largo, torace ampio e profondo, costole ben cerchiate, reni e posteriore larghi e potenti. Il pelo deve essere aderente, corto con fitto sottopelo e senza frange.

Caratteristiche:  cane molto agile, di buon carattere, olfatto eccellente con grande passione per l’acqua si adatta con facilità a qualsiasi ambiente.

Temperamento: intelligente, esuberante e docile, desideroso di compiacere e di indole amichevole, senza traccia di aggressività o di eccessiva timidezza.

Testa: cranio largo con stop pronunciato e assi cranio facciali paralleli, Guance non spesse e carnose, mascelle di media lunghezza possenti, non aguzze, con denti forti e chiusura a forbice. Tartufo largo con narici ben sviluppate. Gli occhi, di media grandezza esprimono intelligenza e buon carattere, di colore castano o nocciola (se troppo chiari sono da considerarsi un difetto). Le orecchie non grandi e pesanti, portate pendenti vicino alla testa, attaccate in posizione un pò arretrata.

Tronco: collo forte e poderoso inserito tra spalle ben costruite, torace di buona larghezza e profondità con coste ben arcuate a botte, linea dorsale orizzontale e rettilinea. Reni larghi corti e forti.

Arti: posteriori ben sviluppati, non inclinati verso la coda, grasselle ben angolate, garretti ben discesi e non vaccini. Piedi rotondi, compatti con dita ben arcuate e cuscinetti plantari ben sviluppati. Anteriori con buona ossatura, diritti dal gomito al suolo, sia visti di fronte che di profilo.

Coda: tratto caratteristico della razza, molto grossa alla base, si assottiglia gradualmente verso la punta, di lunghezza media è interamente ricoperta da un pelo corto e folto, senza frange che le dà l’aspetto della coda di lontra. Può essere portata allegramente ma mai arricciata sul dorso.

Mantello: tratto distintivo della razza. Pelo corto e folto senza frange ondulate, piuttosto duro al tatto con sottopelo resistente alle intemperie.

Colore: completamente nero, giallo o cioccolato. Il giallo può variare dal crema chiaro al fulvo della volpe. E’ ammessa una piccola macchia bianca nella parte anteriore del petto.

Andatura e movimento: Andatura sciolta con falcate adeguatamente lunghe che gli consentono di coprire bene il terreno. Glia arti si posano paralleli all’asse del corpo.

Taglia: i maschi devono misurare al garrese dai 56 ai 58 centimetri, le femmine possono variare dai 54 ai 56.

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